FOTOGRAFIA

Il termine "fotografia" deriva dal greco antico e significa "disegnare con la luce". Per rendere possibile ciò, la tecnica fotografica si avvale di diversi espedienti.
Adoperando, in modo particolare, delle fotocamere di tipo "reflex" è possibile combinare tre parametri, detti comunemente "ISO", "tempi" e "diaframma".
Per "ISO" si intende la misura della "sensibilità", che consiste nella capacità di "impressionare", cioè di produrre un'immagine su di un supporto con una minore o maggiore quantità di luce e in un tempo più o meno ristretto.
All'aumentare del numero di ISO, l'immagine risulterà più luminosa, ma potrà cogliere un minore numero di dettagli.
Per "tempo di esposizione" si intende il tempo che intercorre tra l’apertura e la chiusura dell’otturatore.
Il tempo di esposizione viene misurato in secondi o in frazioni di secondo. In quest'ultimo caso, le fotocamere indicano i tempi di esposizione con un numero intero corrispondente al denominatore della frazione di secondo considerata.
La posa “B” (Bulb) permette di fare rimanere l’otturatore aperto per tutto il tempo in cui il pulsante di scatto viene tenuto premuto.
Il "diaframma" è un meccanismo con cui può essere regolata l'apertura di un obiettivo, permettendo l'ingresso di una maggiore o minore quantità di luce.
Più è grande l'apertura del diaframma, minore sarà il numero con cui questa viene indicata.
Solitamente, il campo visivo osservabile dal mirino è lievemente inferiore a quello del supporto sensibile.
La maggior parte delle fotocamere digitali memorizzano le immagini nel formato JPEG. Alcune fotocamere permettono di memorizzare le immagini anche in formato RAW.
Il formato RAW è detto "negativo digitale", in quanto salva i dati provenienti dal sensore senza elaborarli.
Il vantaggio di ottenere delle immagini in formato RAW consiste nella possibilità di "svilupparle" per mezzo di un elaboratore, quasi sempre un computer, con una potenza di calcolo superiore a quella dell'elaboratore integrato nella stessa fotocamera. Ne consegue non solo la possibilità di ottenere un'immagine con un numero minore di difetti, ma anche la possibilità di ridurre il tempo di attesa tra uno scatto e l'altro, grazie all'assenza di elaborazioni.
Molti obiettivi consentono di passare dalla modalità di messa a fuoco manuale (MF) a quella automatica (AF).
Gli obiettivi sono caratterizzati da luminosità, lunghezza focale e angolo di campo.
La luminosità consiste nella massima apertura di diaframma che l’obiettivo può raggiungere e viene indicata come 1:X, dove X indica il valore di diaframma massimo per l’obiettivo. Ne consegue che a minori valori di X corrispondono luminosità maggiori.
La luminosità di una foto viene percepita per mezzo dell'esposimetro e viene misurata in "STOP" o in frazioni di "STOP".
Rispetto alle focali gli obiettivi si possono suddividere in grandangolari, normali (standard) e teleobiettivi.
Gli obiettivi grandangolari permettono di ottenere una visuale larga, ma presentano la tendenza a distorcere le immagini.
Grazie all'escursione focale gli obiettivi zoom sono in grado di variare le lunghezze focali e con esse ingrandimento, angoli di campo e luminosità.
Tuttavia gli obiettivi a focale fissa offrono una nitidezza migliore rispetto agli obiettivi di tipo zoom.
Esistono, inoltre, obiettivi macro che consentono di ingrandire le immagini delle foto.
Gli obiettivi fisheye, caratterizzati da un notevole campo visivo, possono essere "circolari" oppure a fotogramma pieno.
Per "tempo di sicurezza" si intende il tempo minimo con il quale può essere evitato l'effetto mosso. Tale tempo di sicurezza può calcolarsi come il reciproco della lunghezza focale a cui si stia scattando.
Esistono diverse tecniche fotografiche legate alla creazione delle immagini. Tra queste, si possono ricordare il "panning", l'effetto "mosso", la "posa B" e la "profondità di campo".
Come regole di composizione, si possono ricordare la "regola dei terzi" e la ricerca di linee diagonali, di cornici e di particolari sfondi (texture). Inoltre, risultano di grande effetto anche le foto scattate da vicino, le foto "sottoesposte" e "sovraesposte", così come la ricerca di linee con tipiche "sezioni auree" o che indichino una direzione dello sguardo.
In generale, infine, prima di passare allo scatto della foto, potrebbe risultare molto utile studiare la scena che si vorrebbe fotografare.